Pubblicato da: ideeperilpresente | settembre 22, 2010

Se le scorie in realtà sono un “falso problema”

C’è un altro argomento che ho trattato spesso e di cui vorrei fornire qualche dato in più: le scorie. Sempre un articolo di Milano Metropoli, stavolta a pagina 14, presenta il discorso come un ‘falso problema’. Vi spiego perché, citando parti dell’articolo: una centrale EPR produce in un anno circa 60 metri cubi di rifiuti a bassa attività (decadono in 30 anni), circa 20 m cubi di media attività (decadono in 2-300 anni), pari quindi complessivamente a poco più di un container ogni anno. E infine i rifiuti ad alta attività (decadono in migliaia di anni), provenienti dagli impianti di ritrattamento e dal combustibile esaurito. Questi ultimi, come dicevo,  hanno tempi molto più lunghi di decadimento ma ne vengono prodotti in quantità ridottissime (circa 9 metri cubi all’anno per centrale: cioè occorrono 7 anni per riempire un container). Quindi si capisce bene perché sia un falso problema: gli Epr producono mediamente poche scorie, che si smaltiscono in tempi ragionevolmente brevi, mentre le più radioattive sono pochissime e, per quanto richiedano molto tempo a decadere, sono pur sempre facilmente gestibili. Questo perché la tecnologia Epr, sebbene ne stiano costruendo 2 esemplari, è ad oggi ancora a livello di prototipo: è lo stato dell’arte. E per lo stesso motivo si possono spiegare i ritardi e le difficoltà avute in Francia e in Finlandia: perché sono prototipi e i prototipi fanno questi scherzetti. Nel senso che richiedono tempo e cura certosina, verifiche anche multiple e aggiornamenti; trattandosi di una cosa mai fatta prima, mi sembra del tutto normale. Però non ho dubbi sul fatto che ne verrà fuori qualcosa di rivoluzionario: ancora più sicurezza, ancora più efficienza, ancora più potenza, ma con meno consumi e meno scorie. Cioè lo stato dell’arte. Sono certo che chiunque progettasse centrali atomiche 50 anni fa, scrutando nel futuro, avrebbe considerato l’ipotesi si un simile livello di evoluzione tecnologico un miracolo.
Andando oltre, una delle critiche che più si sentono è legata a dove mettere le scorie. Perché, per poche che siano, vanno stoccate in via definitiva. Giusto un paio di giorni fa ho visto una trasmissione in tv che ne parlava. E non in termini entusiastici.. Ma per forza! Sono stati citati come esempio i due depositi di scorie più falcidiati da errori di progettazione, di gestione e organizzazione, e, francamente, i più iellati che ci siano al mondo. Ma le conclusioni si possono trarre considerando anche gli esempi più virtuosi.. che sono la stragrande maggioranza. Altrimenti come si può dare un giudizio equilibrato?

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Responses

  1. Concordo!!! Ho vissuto tutto il periodo post Chernobyl, il referendum e l’abbandono del nucleare e posso dirti che, allora, la maggior parte della popolazione italiana (me compreso) è stata vittima dell’impatto “emotivo” del disastro. Ti dico questo perché molti pregiudizi di oggi nascono dal passato. Aggiungiamo la disinformazione ed eccoci qui a dire che le centrali sono pericolose, che il nucleare fa male ecc…Anche le conoscenze sulle centrali della maggior parte della popolazione sono rimaste ferme a vent’anni fa, senza tener conto che nel frattempo la tecnologia è andata avanti. Come hai scritto tu, le centrali oggi hanno standard di sicurezza elevatissimi e anche il problema delle scorie è minimo, perché i nuovi impianti ne producono molte di meno.
    Per quanto riguarda la questione della collocazione delle scorie, prima di creare allarme aspetterei almeno la definizione dei siti, compito che spetta all’Agenzia per la sicurezza nucleare. E che finalmente il governo la nomini, questa ormai fantomatica Agenzia !

    • mi fa piacere sentire la tua opinione…allora non siamo un popolo di soli catastrofisti e pessimisti..!!

  2. USA 1978: cessa l’acquisto delle scorie da parte del governo. Bancarotta istantanea dell’industria dell’atomo, e relativo abbandono degli edifici di 22 centrali. Chi non ricorda la storia….


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