Pubblicato da: ideeperilpresente | ottobre 14, 2010

Un caso di eccellenza che dura da 50 anni

C’è un posto in Italia in cui la ricerca sul nucleare non si è mai fermata. Stiamo parlando del Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA, vicino a Roma, che martedì ha tagliato l’importante traguardo dei 50 anni di attività. Per l’occasione è stato scelto un festeggiamento “speciale”: i due piccoli reattori sperimentali della struttura saranno riavviati e ritorneranno ufficialmente in funzione il prossimo 20 ottobre. Triga e Tapiro, questi i nomi dei due impianti, hanno delle caratteristiche particolari: Triga (acronimo che sta per Training Research Isotopes General Atomics) è un reattore utile per fornire radioisotopi e radiofarmaci per la diagnostica e la terapia dei tumori. Tapiro è, invece, fornito di adattatori di spettro con caratteristiche ben definite, in grado di erogare fasci di neutroni idonei per una particolare forma di radioterapia con la cattura dei neutroni da parte del boro. Questa terapia consiste nella possibilità di veicolare il boro nelle cellule tumorali, che si caricano di questo composto di circa quattro volte in più rispetto alle cellule sane. Quando un neutrone colpisce un atomo di boro, nell’impatto questo si spacca sprigionando un’energia cinetica tale da distruggere la cellula tumorale, risparmiando quelle sane. L’energia nucleare, quindi, si mette a servizio della salute, seguendo la tradizione del centro ENEA, attualmente utilizzato per la produzione di radioisotopi in campo medico e per la radiografia neutronica. È evidente come puntare di nuovo sul nucleare in questo caso equivalga ad allargare ulteriorimente il ventaglio di possibilità in ambito medico, nello specifico per la cura dei tumori.
Il fatto che i reattori ripartano proprio adesso, poi, non è casuale anche per un’altra ragione: oltre a coincidere con i 50 anni della struttura, si tratta di una decisione in linea con la riapertura del nostro Paese al programma nucleare. È stato proprio l’ENEA, infatti, a ribadire che i piccoli reattori sperimentali torneranno in funzione “nell’ambito del rinnovato impegno dell’Agenzia nel fornire, in sintonia con le decisioni del Governo in materia energetica, sostegno tecnico e scientifico, alla crescita delle capacità e delle competenze del mondo industriale nazionale”. L’ente e, in particolare, la struttura di Casaccia, rinnova quindi la sua volontà di formare tecnici e fornire le conoscenze adeguate per lo sviluppo dell’Italia sul fronte nucleare, proprio alla luce della grande opportunità che l’energia atomica rappresenta per il nostro Paese. Un’attività, quella del Centro, in verità mai interrotta, anche quando nessuno era più disposto a scommettere sul nucleare.
Il fatto che in Italia ci siano realtà così importanti non va sottovalutato: anche noi abbiamo avuto e abbiamo tuttora le potenzialità giuste per diventare un importante polo per gli studi e le ricerche sul nucleare. Esempi come questo mostrano chiaramente le tante opportunità di crescita legate all’energia atomica: sotto il profilo medico, tecnico-scientifico e lavorativo. Opportunità che andrebbero valutate attentamente e sfruttate.

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