Pubblicato da: ideeperilpresente | ottobre 21, 2010

Alcuni spunti per riflettere…

In un interessante articolo pubblicato su “La Padania”, si fa un po’ il punto della situazione sul nucleare e ne si espongono le caratteristiche, i vantaggi e soprattutto le cifre in risposta alle necessità che evidentemente abbiamo. Al di là del possibile allineamento politico della testata (che potrebbe essere suggerito dal nome, ammesso che sia politicamente schierata) quello che ho apprezzato molto è stata la lucida esposizione di una serie di fatti. Niente allarmismi, niente ultimatum, niente corse sul filo del rasoio. Semplicemente una quantità di cifre e di dati raccolti (chi vuole verifichi), cui si aggiunge di tanto in tanto un pronostico moderato e realistico. Mi sono riconosciuto un po’ nello stile, lo confesso. Per lo meno vi ho riconosciuto la mia ricerca dell’obiettività. Ma veniamo ai fatti, che sono quelli che io stesso vado dicendo e scrivendo da tempo: l’Italia ha notevoli bisogni energetici, che soddisfa nella quasi totalità importando energia (siamo oltre l’80%, arrotondando per difetto), in parte pronta all’uso. Quello che non importa, lo produce sul suolo nazionale importando però le materie prime.. non è mistero: in Italia non disponiamo di carbone, petrolio o gas. È vero: abbiamo la geotermia, il sole, il vento, l’acqua (ricaviamo una non trascurabile quota di energia dall’idroelettrico. Ma non basta.. magari bastasse!), le biomasse.. tutte fonti rinnovabili, completamente pulite, tecnologicamente affascinanti (è un po’ il mio mantra, ma è vero) eppure non sufficienti. E il problema è proprio qui: le fonti che abbiamo non ci garantiscono l’autosufficienza e non hanno l’efficienza delle altre fonti che utilizziamo (cioè non hanno lo stesso rapporto costi-produzione), cioè le fossili, perché il nucleare da noi non c’è. Quindi, per spendere meno e soprattutto produrre di più, importiamo fonti fossili (che inquinano ma producono molto e prezzi più interessanti) che però sono assoggettate alle oscillazioni del mercato e prima o poi si esauriranno. Ecco perché accumuliamo cifre e percentuali record nel mondo intero a certificare la nostra arretratezza.. perché, per scelte sbagliate (a cui io stesso contribuii, lo ammetto) e mancanza di alternative ci siamo incastrati in una situazione che, come dico spesso, ci porta a essere sempre più dipendenti, inefficienti, arretrati, poveri e in capo a qualche anno oberati di sanzioni comunitarie. Purtroppo è così. Le rinnovabili noi le abbiamo, per fortuna! Però vanno sviluppate, se vogliamo che un giorno raccolgano il testimone. E perché si possano sviluppare serve tempo, denaro, ricerca e sviluppo. Il nucleare può darci tutto questo. Perché? (Scusate se mi ripeto ancora..) perchè ci permetterebbe di produrre quantità enormi di energia senza soluzione di continuità (i reattori non si possono spegnere) a prezzi molto inferiori (il costo della materia prima, quand’anche fosse alto, va rapportato alla produzione che sarebbe enormemente maggiore) garantendo risparmi economici perché importeremmo molte meno fossili (ci vorrà tanto prima di poterne fare a meno, bisogna essere realistici) e sicuramente smetteremmo di importare energia pronta (anzi, inizieremmo a venderla noi agli altri). In più, la presenza del nucleare renderebbe il nostro Paese un magnete che attira scienziati e studiosi attorno a centrali e siti di stoccaggio. E questo significa investimenti, infrastrutture, ricerca e sviluppo. Mettetele insieme alle risorse risparmiate e a quelle che si guadagneranno e avremmo esattamente quello che serve per sviluppare le rinnovabili (che comunque continuerebbero a lavorare). Ha deciso di fare così la Germania! Magari significa che la cosa è fattibile.. no?
Voi capite bene come il puzzle andrebbe a incastrarsi alla perfezione? L’energia atomica è esattamente la risposta a tutti i nostri problemi. E inoltre (ed è parte delle ragioni per cui negli anni ho cambiato idea sull’argomento) è energia pulita e sicura, la più controllata al mondo (proprio perché è tanto temuta). È del tutto ragionevole desiderare che questa opzione diventi realtà.. basterebbe riuscire a ‘vedere’ come sarebbe il Paese nel futuro, se facessimo questa scelta: io vedo un Paese moderno, ricco, evoluto, sicuro, con meno disoccupazione, meno disagio sociale e soprattutto indipendente. E di conseguenza libero. Basta volerlo.

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