Pubblicato da: ideeperilpresente | marzo 10, 2011

Reattori Epr sicuri, flessibili e compatti. Parla Ari Nouri, amministratore delegato di Areva

Massimo livello di sicurezza, alta performance operativa e compattezza in termini di superficie per MW installato. Queste le caratteristiche principali dei reattori Epr, che dovrebbero essere realizzati in Italia in caso di ritorno all’atomo. A dare spiegazioni sull’argomento (http://www.gse.it/media/RivistaElementi/Documents/Rivista%2022/ambiente07.htm) è Ari Nouri, amministratore delegato di Areva, multinazionale francese specializzata nella realizzazione di questo tipo di impianti.
“L’Epr è il reattore di terza generazione avanzata, più grande e flessibile al mondo in quanto permette di adattare il proprio livello di potenza alla domanda della rete e ha un rendimento termodinamico del 37%. Il 10% in più rispetto ai reattori di seconda generazione. Il reattore Epr è stato progettato secondo i più stringenti criteri di sicurezza , così da assicurare un alto livello di protezione da eventi interni ed esterni . In sostanza, quello che accade all’interno o all’esterno di una centrale non ha alcun impatto sull’ambiente circostante o sulla popolazione. A tal fine, sono utilizzati principi semplici e sperimentati come la ridondanza e la separazione fisica dei sistemi di protezione”,

Ma l’Italia è pronta per accogliere questa tecnologia e ritornare al nucleare? Secondo Nouri sì: “Il lancio del nucleare italiano è un’opportunità per tutta l’industria del Paese. Già oggi 65 aziende sono attive nel settore, grazie alla loro partecipazione ai progetti Epr in costruzione in Finlandia, in Francia e in Cina. È  notevole il fatto che vi siano ancora in Italia competenze così significative”.

Per questi e altri motivi non c’è motivo di temere per la costruzione delle nuove centrali nucleari:le nostre aziende sono più che preparate ad affrontare la sfida. E le competenze tecniche non mancano di certo.

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Responses

  1. ma non si dimentica delle oltre 2000 non conformita dell’impianto finlandese in costruzione, dei problemi di sicurezza emersi,del costo preventivato che è stato notevolmente superato per non parlare poi dei ritardi sulla tabella di marcia….

  2. Bisogna tener conto che la centrale Epr di Olkiluoto è una testa di serie. Non si è parlato di “non conformità” ma di questioni da affrontare e risolvere mano a mano che la centrale veniva costruita, in quanto prototipo. Per quanto riguarda lo sforamento dei tempi di marcia e dei costi, in Finlandia hanno preferito sforare e spendere di più ma per garantire, appunto, la massima efficienza e sicurezza. Insomma, se ci sono i ritardi vuol dire che stanno lavorando bene.


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